Art is a flow of natural truths that are manifested in the simple beauty of audio-visual experimentation.



osvaldo cibils e il popolo trentino

“Le grandi tele bianche stese a terra si riempiono d'arte grazie all'interazione con i passanti.”

Presentazione in sala d'arte di tre progetti portati avanti da osvaldo cibils sul suolo pubblico del territorio Trentino durante gli anni 2012 e 2013.

in mostra
Tre opere di grande formato (300 x 210 cm cadauna) pittura acrilica di colore nero su tela bianca; videoart e videostills con documentazione sulla realizzazione delle opere; diversi oggetti di scena; progetti under construction, opere di studio e opere di auto-ispirazione per completare lo spazio espositivo.

opere
SASSI, LINEA E ALEATORIETÀ. Trento. 19 maggio 2012
ARTE SENZA PESCE. Trento. 18 maggio 2013
LE SAGOME DEI GUANTI DA LAVORO. Pergine. 12 luglio 2013


osvaldo cibils e il popolo trentino
Mostra personale a cura di Tommaso Decarli.
Sala Thun di Torre Mirana, Palazzo Thun.
Via Belenzani, 3 - 38122 - Trento (TN) Italia
29 luglio - 9 agosto, 2016.



osvaldo cibils. 1961. Artista nato a Montevideo, Uruguay. Vive a Trento, Italia. Le sue opere si orientano principalmente verso il disegno, soundart, videoart e lo sviluppo di idee sperimentali.
http://osvaldocibils.com

artist statement:
Durante la realizzazione delle mie opere mi limito ad alcuni pochi movimenti, ripetuti, con lievi variazioni: le mani neutralizzando i materiali, lo sguardo fisso nell'azione, il fiato sospeso e breve, la testa rigida e i pensieri compressi secondo la mia logica artistica.



ARTE SENZA PESCE



SASSI, LINEA E ALEATORIETÀ.


OSVALDO CIBILS E IL POPOLO TRENTINO
(il pubblico come estensione ideale dell’artista)

Tommaso Decarli

In che maniera e, soprattutto, in che misura l’ambiente condiziona il comportamento degli individui nella loro dimensione collettiva? Ancora: come può un soggetto inserirsi e, conseguentemente, creare relazioni all’interno di un contesto per lo più estraneo?
Dopo aver compreso che un determinato ambiente plasma il pensiero e le azioni delle persone, Osvaldo Cibils ha trovato che il modo migliore di confrontarsi con la popolazione autoctona, superando così l’iniziale diffidenza, è quello di ricorrere all’arte. Si è trattato di un percorso intellettuale non facile, durato sette anni, segnato da tre performance pubbliche (realizzate tra il 2012 e il 2013), percorso che ha il suo naturale coronamento in questa mostra.
L’elemento relazionale, presente nelle tre azioni, riveste una posizione secondaria: i cenni d’antropologia culturale sopra enunciati sono, per certi versi, un pretesto per fare arte (l’obiettivo ultimo è sempre il medesimo), per creare una grande opera d’arte pubblica, perché è di questo che si sta parlando, di un caso particolare di arte fatta e pensata per un pubblico attivo, il cui contributo, però, è lasciato solo parzialmente al caso. Il controllo di Cibils, infatti, appare determinante: egli, certo, non può sapere dove la persona getterà il guanto o dove il sasso, infine, dopo aver rimbalzato e rotolato, fermerà la sua corsa; tuttavia, l’artista viene a delinearsi come il trait d’union tra arte e pubblico, il tramite attraverso cui la prima diviene linguaggio universale, comprensibile a chiunque, poiché si basa sull’alfabeto della condivisione.
Anche quando il ruolo dell’autore sembra venir meno (si pensi al caso della performance Arte senza pesce), a conti fatti è sempre Cibils a fissare le regole del gioco (la lunghezza della canna e della “lenza”, la morbidezza del pennello, la viscosità del pigmento): la linea di colore nero, pur essendo tracciata da una mano diversa dalla sua, contiene ed esprime l’essenza pura dell’idea, tanto che se la “canna da pesca” è estensione del braccio del pubblico, quest’ultimo è, a sua volta, estensione ideale della mente dell’artista.



(25RIGHE - underconstruction biography)