osvaldo cibils

Mostra PADIGLIONE URUGUAYO
A cura di Osvaldo Cibils
in collaborazione con Tommaso Decarli e Paolo Dolzan.

PADIGLIONE URUGUAYO
Galleria d'Arte ARGO-CentrA.
Via II Androna, 3 - 38122 - Trento (TN) Italia.
Dal 27 di giugno al 30 di agosto 2014.
centra@hotmail.it

Web: http://osvaldocibils.com/pu/padiglioneuruguayo.html

PADIGLIONE URUGUAYO
oggetti d'artista e rielaborazioni
osvaldo cibils

Stato dell'arte
Rielaborazioni ed esposizione di oggetti conservati in una scatola per un decennio.

Tipologia degli oggetti in mostra
Collezione personale, micro patrimonio culturale.

Origine degli oggetti
Oggetti d'artista abbandonati durante il periodo di attività della galleria Lezlan Keplost *.

Storia
Dopo la crisi bancaria del 2002 in Uruguay e lo smantellamento della galleria d'arte Lezlan Keplost, gli oggetti abbandonati dagli artisti uruguaiani sono stati classificati e conservati in una scatola. La scatola è stata depositata in un capannone nella città di Barros Blancos per un decennio, recuperata nel 2012 e trasferita in Italia l’anno successivo dall'artista Osvaldo Cibils.

Contenuto della scatola
Oggetti: disegni, dipinti, fotografie analogiche, fotografie digitali, manoscritti, dattiloscritti, fotocopie b & n, fotocopie a colori, stampe digitali, CD-rom.

Artisti
Alejandro Schmidt, Alicia Ubilla, Brian Mackern, Carlos Guinovart, Cecilia Vignolo, Clemente Padín, Colectivo Innova, Cristina Casabó, Daniel Cáceres, Diego de los Campos, Diego Picabea, Elisa Armendáriz, Enrique Aguerre, Enrique Badaró, Ernesto Vila, Fermín Hontou, Fernando López Lage, Gustavo Tabares, Jorge Francisco Soto, Juan Burgos, Juan Uría, Juliana Rosales, Katusha Sánchez, Los Críticos, Lucía Pittaluga, Manuel Neves, Margaret Whyte, María de la Fuente, Mario Sagradini, Martín Verges, Osvaldo Cibils, Pepi Gonçalvez, Teresa Puppo.

In mostra
Una bacheca orizzontale con oggetti ed etichette descrittive. Materiali: legno e plexiglass trasparente. Dimensioni: 60 x 300 x 90 centimetri.
27 rielaborazioni. Disegno-collage: nome dell'artista realizzato con stencil dell'anno 2001; copie digitali degli oggetti e loro frammentazione. Materiali: carta A4, cornici in alluminio e vetro. Dimensioni: 30 x 22 x 2 centimetri cadauno.
Una scatola vuota. Materiali: cartone ondulato, con testi stampati e testi manoscritti. Dimensioni: 34 x 26 x 16 centimetri.
“Boletera”. Antico oggetto utilizzato per la vendita di biglietti sull’autobus, modificato con rotoli di inviti per mostre d'arte. Materiali: plastica e metallo. Dimensioni: 21 x 7 x 10 centimetri.
Un pannello con la scritta PADIGLIONE URUGUAYO. Materiali: stencil ingrandito e pittura acrilica di colore nero su tela. Dimensioni: 190 x 190 centimetri.

* Lezlan Keplost (27 aprile 2001 - 27 settembre 2002. Montevideo, Uruguay.) è stata una galleria d'arte alternativa ed eventi espositivi creata e diretta dall'artista Osvaldo Cibils. http://galerialezlankeplost.osvaldocibils.com/



L’IMPOSSIBILE NON È URUGUAYO
di Tommaso Decarli

Un vecchio proverbio francese recita: il faut de tout pour faire un monde. La traduzione letteraria pare più convincente del suo adattamento al nostro contesto nazionale (il mondo è bello perché è vario ha un che di ruffiano, di politicamente corretto): serve di tutto per fare un mondo, come dire che anche l’elemento più piccolo, superfluo, può concorrere a costruire un intero universo. È sufficiente affidarsi ad un buon demiurgo, ad un occhio allenato, magari iscritto in un triangolo, che ha voglia di fare, di creare con poca materia scabra un complesso organico. Un’altra utile osservazione, solo in apparenza disgiunta da quanto detto sopra, proviene dall’ambito della museografia: l’uomo primitivo è un museo ambulante, porta su di sé e con sé tutto ciò che gli serve, che gli sta a cuore. Questo dato, che potremmo definire etnografico, assieme al proverbio citato all’inizio, sembra aver accompagnato Osvaldo Cibils nel suo viaggio dalla natia Montevideo fino in Italia. Egli ha infatti stipato in una scatola, simile a quelle Time Capsules nelle quali Warhol era solito rinchiudere gli oggetti raccolti in un determinato lasso di tempo, non tanto ricordi della sua permanenza in Uruguay, quanto una serie di oggetti sedimentati, abbandonati dalla comunità d’artisti di cui lui stesso faceva parte: scarabocchi tracciati distrattamente e lasciati su un tavolino, foto tessere, piccoli origami piegati per combattere la noia. Conservati a lungo e, soprattutto, a riparo da sguardi indiscreti, vengono ora recuperati ed esposti in bacheche asettiche, quasi ci si trovasse a fare i conti col lavoro diligente di un esperto entomologo. Cibils, tuttavia, non si limita a mostrare e catalogare: alcuni particolari di questi frammenti di vita vengono ripresi, amplificati, riproposti in un’opera che l’artista realizza ex novo. Una foto dimenticata, una carta sgualcita, un testo dattiloscritto diventano il pretesto per una più complessa e raffinata investigazione sull’identità e sul processo creativo.


PADIGLIONE URUGUAYO
videoart 27 giugno 2014



osvaldo cibils. 1961. Artista nato a Montevideo, Uruguay. Vive a Trento, Italia. Le sue opere si orientano principalmente verso il disegno, soundart, shortlow videos e lo sviluppo di idee sperimentali.
http://osvaldocibils.com
cibils@hotmail.it